
ULTRAFILTRAZIONE

La filtrazione a membrana è un processo che permette la separazione di varie sostanze dall’acqua mediante l’uso di una membrana semipermeabile.
La membrana (generalmente a fibra cava outside-in o inside-out) è in grado di trattare flussi di diversa provenienza, e può rimuovere solidi sospesi, colloidi e tutti i tipi di microrganismi come batteri, virus, protozoi, germi e larve.
Il processo di separazione avviene applicando una differenza di pressione che permette di separare il
particolato dalla componente solubile nel fluido, applicando una pressione transmembrana variabile tra i 0,5 e 5 bar. Le membrane hanno generalmente una dimensione dei pori compresa tra 0,01 e 0,10 μm.
Al confronto con i sistemi di trattamento acqua convenzionali, la tecnologia dell’ultrafiltrazione offre
diversi vantaggi:
– la qualità del permeato non dipende dall’acqua in alimento all’impianto;
– permette di avere una barriera contro i batteri e particelle in generale;
– permette di eliminare eventuali patogeni che resistono alla clorazione;
– Il concentrato che si origina dal processo di ultrafiltrazione è composto da contaminanti dell’acqua. La quantità prodotta da smaltire è significativamente minore rispetto a quella dei fanghi provenienti da trattamenti convenzionali;
– la possibilità di progettare sistemi compatti permette investimenti limitati per le strutture e richiede
spazi limitati per installare i sistemi stessi.
Le membrane per ultrafiltrazione possono essere prodotte essenzialmente in due tipologie (tubolari o piane), e sono normalmente prodotte su un substrato poroso. La singola unità operativa in base alla quale sono progettati i sistemi ad ultrafiltrazione è chiamata modulo. Ciascun modulo operativo è composto da membrane, strutture di supporto, acqua in alimento, scarico del concentrato e uscita del permeato.
